Il Sindaco e Presidente del Circondario Giampaolo Pioli interviene sulla questione del "quarto" parco regionale
Si è parlato in questi giorni, e parecchio a vanvera, circa il destino dei nostri parchi. Proviamo a fare un po’ di chiarezza. Qualche mese fa la Regione Toscana ventilò l’idea della costituzione del quarto parco regionale sull’attuale sistema dei Parchi della Val di Cornia. Come è doveroso per ogni amministratore che si rispetti abbiamo cercato di capire che cosa ciò significasse. Abbiamo quindi manifestato, verso l’assessorato regionale competente e verso la commissione consiliare che stava trattando il tema, il nostro interesse ad approfondire la cosa. Tutto qui. Dunque nelle parole di Zucconi c’è almeno una mancanza d’informazione – bastava domandare -: noi non abbiamo chiesto nessun ente parco. E’ la regione che ha prospettato una possibilità. E noi abbiamo voluto vedere. O quando si governa un territorio ci si disinteressa delle proposte, perché tutto va bene, perché siamo i migliori del mondo? Siamo seri e cerchiamo di capire di che si tratta.
La commissione consiliare ambiente ha approvato il piano triennale regionale delle aree protette e, in questo quadro, l’istituzione del quarto parco regionale. In questa direzione è stata prospettata la possibilità che questo nuovo parco regionale sia il sistema Parchi della Val di Cornia. Parliamoci chiaro: la proposta ci onora e ci rende fieri perché riconosce l’importanza di questa nostra realtà e del lavoro fatto in tutti questi anni. E ci interessa, perché significherebbe importantissime risorse finanziarie riversate sull’insieme delle nostre aree protette, oltre all’ingresso in un sistema di visibilità e di promozione regionale di grande forza. Ma poiché consideriamo la vicenda dei Parchi della Val di Cornia una storia esemplare, che ha edificato un modello portato ad esempio in Italia e costruito un bagaglio di esperienza, di conoscenza e di capacità a cui non intendiamo rinunciare, allora vogliamo capire bene. Ecco perché chiediamo di vedere meglio che cosa significherebbe: quali asset? quale governo del sistema?, quale peso conserverebbero i comuni? come salvaguardare e valorizzare il now how della Società dei Parchi, a cui non vogliamo rinunciare? E su tutto questo, non appena saremo in possesso di elementi chiari, aprire un dibattito a tutto campo con la società locale, le forze politiche, le associazioni, le categorie economiche e sociali. Siamo quindi solo nella fase iniziale di un percorso, il cui esito finale non è né per noi, né per la Regione, affatto scontato. Questo è quello che stiamo facendo, come è giusto che facciano sindaci e comuni consci e gelosi della loro storia e della loro autonomia, ma anche consapevoli che per governare territori complessi serve attenzione ai cambiamenti, alle opportunità, al contesto economico e finanziario – quello dei bilanci comunali, ad esempio - e a quello normativo, che mutano con grande rapidità.
Giampaolo Pioli
Sindaco di Suvereto
Presidente del Circondario